Per l’ennesima volta sono costretto a soffermarmi sulla questione della cultura in Italia. Sono necessarie due premesse: la prima è quella che vede la cultura schiacciata, a mo’ di noce, dall’ignoranza (da un lato) e dalla cultura di potere dall’altro (cari soggetti che ricoprite posti in ambiti culturali solo perché avete fatto la muffa nelle sedi elettorali, vi prego, non chiamate più me per avere consulti… non voglio esser contaminato dalla vostra ipocrisia e ignoranza!); la seconda premessa è quella riguardante lo stato della scuola (questione troppo spinosa per esser affrontata qui).
Detto ciò, mi son ricordato di quello che scrisse Croce a proposito del fascismo, ossia che questo “male necessario” (come lo è stato Berlusconi e come lo è ora Renzi… ma ogni popolo ha i politici che merita!) poteva essere abbattuto in primis con una sana rivoluzione culturale (non certo alla maniera di Mao, vista la storia italiana); per inciso Croce, nel suo esser stato mai comunista e anche ambiguamente antifascista a mio avviso, diceva una cosa giusta, una cosa che – ancor oggi – in molti non hanno capito. Se con “cultura” non intendiamo il numero di libri letti ma (alla maniera di Gramsci) un modo di stare al mondo, una presenza laddove è necessario che la cultura intervenga, un’empatia verso gli altri e verso lo scorrere dei processi storico-sociali, ebbene come è possibile allora che dopo due ventenni disastrosi e dopo la situazione attuale (un ennesimo governo che distrugge sul nascere la “vena” conoscitiva) ancora non si è compreso che la cultura deve essere l’arma principale per una nazione come la nostra? E’ triste vedere il paese di Michelangelo, di Dante, di Machiavelli, di Manzoni, ridotto a questo modo. E’ triste sapere che i suddetti nomi siano valutati, studiati e conosciuti più all’estero che da noi. E’ rivoltante continuare a sostenere la cultura “di vetrina” (figlia di certo narcisismo politico e non) e il suo soppiantare la vera cultura, il vero sapere; intanto il substrato sociale continua a essere brulicante di larve, di morte, di malaffare, di false apparizioni da “debordiana” e malata società dello spettacolo.
Buona domenica.
gc

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