Poetarum Silva

Parigi 2015, foto GM Parigi 2015, foto GM

Soli nell’autunno che ci uccide

                                                                                                                                                   a Tommaso Landolfi

Il giorno in cui fu licenziato dal lavoro Guido Stuparich si svegliò con un grosso bubbone sulla tempia sinistra.

Il licenziamento non avvenne per malsane cause legittimate dall’assenteismo o da comportamenti equivoci, bensì per mera mancanza di fondi adusi a pagare il personale in sovrannumero.

E Guido Stuparich era in sovrannumero.

Il bubbone, invece, lungi dall’essere conseguenza psicosomatica di un evento tragico, aveva dignità a sé, era semplicemente e improrogabilmente frutto di un bisogno primario che lo Stuparich non esercitava da tempo, quello del sesso; dei sudori bollenti nelle fredde notti autunnali, mentre le coperte urlano vendetta per essere strizzate sul balcone interno di uno scarno edificio di periferia, Guido aveva nostalgia, una nostalgia intrisa di sensi di colpa e di peccati primigeni.

Vita mia, per piccina che tu sia, pensava Guido, meno tedio e più armonia……

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