In questi giorni leggo di tutto e di più sulla questione “migranti”, ognuno dice la sua, tutti tuttologi, tutti esperti di geopolitica, ecc ecc.
I miei studi mi han insegnato che la verità di solito è una, la verità tangibile intendo, poi le pippe di illuministica memoria sulle verità relative le possiam affrontare per ore.
Detto ciò mi sorprende leggere come, anche riguardo una questione spinosa come questa, manchi – come sempre – il colore “grigio”.
L’uomo ama il “bianco” e il “nero” (ed evitiamo battute ridicole su fedi calcistiche, questioni razziali e quant’altro). Da un lato dunque l’ignoranza esasperata ed esasperante di certa pseudo-destra ossimoricamente sud-leghista, che parla per slogan, frasi fatte, deleteri riferimenti a periodi infausti, ecc; dall’altra il buonismo leccato, moralistico, falsamente ideologico di certa pseudo-sinistra (la stessa che ha mandato a puttane la Regione Puglia e ha fatto gli stracazzi suoi sistemando incompetenti in vari settori) che si riempie la bocca con parole come anti-fascismo, ecc ecc.
Dico che bisogna contestualizzare… i concetti si evolvono, come l’uomo – nel bene o nel male- è in costante divenire. Parlare oggi di nazismo, fascismo, comunismo… non è errato ideologicamente ma lo è dal punto di vista sociologico e storico… in quanto non esiston più o meglio, non esiston più secondo i parametri portanti che li videro nascere e/o affermarsi (quando questo è avvenuto in modo non solo utopico). Se parliamo di razzismo posso essere d’accordo… quello c’è ancora ma ha cambiato tante facce… era ridicolo Berlusconi che parlava di comunisti, così come sono ridicoli certi adolescenti pseudo-alternativi che, di fronte a ogni forma di protesta, ci schiaffano dentro questo antifascismo, peraltro in molti casi fuori contesto. Sarebbe curioso fare un sondaggio e vedere quanti tra quelli che si professano antifascisti e anticomunisti conoscan o sappiano realmente cosa sian stati fascismo e comunismo… insomma la storia (con la S maiuscola) sono in pochi a conoscerla, molti preferiscono plasmarla alla loro forma mentis… piuttosto che conoscere la verità dei fatti, la disciplina “didattica della storia” servirà pure a qualcosa, è il “come” studiare la storia la cosa importante. La ribellione è qualcosa che, a mio avviso, si attua con il “sapere” in primis… non riempiendosi la bocca di slogan anacronistici e stantii… ormai evanescenti.
In questo momento storico la colpa più grave è “ignorare”, essere ignoranti… dunque smettetela con questa guerra tra poveri tra falsi fascisti e falsi comunisti, tra antifascisti d’accatto e anticomunisti frustrati.
Il fatto che la migrazione sia un problema non significa, ovviamente, che vada risolta con becere modalità leghiste, ma non significa neanche vada detto che “non è un problema” da certa ignorante sinistra.
Il problema esiste eccome… e non va “ignorato”… come non va ignorata la storia.
Per le proprie frustrazioni personali esiston ottimi psico-terapeuti.

(mi scuso per refusi e quant’altro).

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