Numero chiuso!!!

Tempo fa espressi un parere, che tuttora affermo, ossia che alle Facoltà Umanistiche andrebbe adottato il numero chiuso.
Ovviamente questa mia affermazione ha fatto storcere il naso a tutta quella falsa e buonista sinistra che si professa contro la discriminazione ma poi decide di far favoritismi a più non posso in casa sua… vabbè… ma questo è un altro discorso.
Questo perché, e in molti ne sono consapevoli, spesso si crede che le facoltà umanistiche siano quelle più fattibili dagli studenti scapocchioni. Sorta di parcheggi nei quali sostare, tanto gli anni fuoricorso non sono un problema, visto che papà e mamma pagano. Questo, chiaramente, non risponde a verità. Qualunque cosa, se si decide di farla bene, richiede un impegno e uno sforzo.
E’ davvero triste che nella nostra nazione si pensi questo delle suddette facoltà, che siano facili facili e che tutti possan portare a casa una laurea. Questa convinzione è rafforzata dal fatto che diplomi e lauree si regalano, il risultato è che spesso ci si ritrova con una classe di insegnanti che sono la quintessenza dell’ignoranza. Visto che, aggiungo, la loro preparazione non dovrebbe consistere solo nei quattro libri studiati perché imposti, ma molto molto molto altro!
Se uno studente che si iscrive a Lettere non sa che la Commedia l’ha scritta Dante e i Promessi sposi il Manzoni… beh è meglio che non faccia lettere! e se lo stesso mi viene a dire “Non lo so chi ha scritto queste opere, ma io sono qui per imparare” (sic!) anche in questo caso… è meglio non si iscriva a lettere!!!

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A proposito di Saviano…

Spero che, prima o poi, si aprano gli occhi e si inizino a chiamare le cose con il loro nome. Roberto Saviano è un fenomeno mediatico creato ad hoc per combattere i mostri che furono.
Tutti sappiamo che l’Italia è un paese che ha costantemente necessità di incarnarsi nell’eroe di turno che sconfigga i cosiddetti mostri.
Sia chiaro, non mi riferisco ai camorristi, quelli sono mostri veri.
Bene, “mostri” ed “eroi” dunque. Mi chiedo però se per saziare la sete egotica da un lato e un “mostro” vero come la società dello spettacolo e dell’immagine dall’altro, i due ruoli – a volte – non tendano a mescolarsi!
Forse non tutti sanno che in concomitanza con l’uscita del libro “Gomorra”, altri scrittori partenopei han parlato delle medesime cose ma non son stati calcolati, e sapete perché? perché non hanno pubblicato con Mondadori (sic!) ma con minuscole e coraggiose case editrici. Lui invece pubblica con coloro che “velatamente” attacca! arricchisce e viene arricchito dal suo presunto nemico! (mica mafia è solo sparatorie e stragi…)
“Gomorra” è un libro mal scritto e non mi interessa se molti mi diranno che non è quello il suo “ruolo” ma altro. Il giornalismo d’inchiesta è morto. E io, da amante della conoscenza, della cultura e della verità, non posso accettare che Saviano diventi immediatamente “opinionista tuttologo”!
Ognuno deve fare ciò che sa fare, ha scritto “Gomorra” e va bene… ma che sciorini idee su svariati argomenti dalle colonne di Repubblica o che addirittura venga messo al posto di Giorgio Bocca su L’Espresso, questo no… non lo posso proprio accettare e dunque tollerare.
Provocatoriamente chiedo a me stesso: “Ho le prove che Saviano sia realmente minacciato, giri con la scorta e compagnia bella”?
la risposta è no, io queste prove non le ho e, anche se ci fosse una scorta, sarebbe la prima volta per caso che in Italia avvengono casi di “fenomeni” inventati di sana pianta? No, anche in questo caso.
Ora crocifiggetemi pure.

A proposito di Umberto Eco

E’ assolutamente ridicola nonché assai sterile la polemica che, in questi giorni, ha accompagnato la dichiarazione di Umberto Eco riguardo i social network.
Molti si son sentiti toccati, dunque in dovere di intervenire. Premesso che sono assolutamente d’accordo con l’assunto di Eco, chiedo in modo trasparente a quanti si sono sentiti offesi: “conoscete la lingua italiana o siete così concentrati su voi stessi da darne un’interpretazione assolutamente bislacca”?
Tralasciando ciò che malignamente si potrebbe credere, ossia che molti abbian messo in mostra la cosiddetta “coda di paglia”, ci tengo a precisare una cosa: Umberto Eco NON ha dichiarato che TUTTI coloro che usufruiscono dei social sono imbecilli!
Ha detto altro, ossia che i social han dato VOCE a LEGIONI DI IMBECILLI!
I due assunti sono distanti anni luce l’uno dall’altro. Dunque mi chiedo se chi ha reagito malamente è cosparso del balsamo dell’ignoranza (nel senso che non è in grado di dare giusta interpretazione a una frase in lingua italiana) oppure se, come ho suddetto, si sente toccato in quanto imbecille.
Questione spinosa, ammesso che gli imbecilli sian in grado di comprenderla.