Il 27 gennaio tutti a far gli ipocriti per decorare a dovere la fiera del potere, del business, della falsità e dell’inconscio sporco. Tutti con le lacrime, i falsi rimorsi, il buonismo vigliacco, la morale scaduta, i viaggi organizzati nella mefitica aria dei gas. Memoria! memoria!
Si avrà memoria del genocidio attuale? O non se ne avrà perché mai la vittima può diventare carnefice?
O si dirà ancora che sono cose diverse perché non si tratta di genocidio? Fa differenza un bimbo in un forno e un altro bombardato mentre dorme in un rifugio? Quando i morti non saran più di serie A e serie B? Quando l’uomo deciderà finalmente di togliere il velo nero che copre il suo specchio?
E allora carri, deportazioni, sinistri presagi di smunte facce del passato, potranno avere la dignità della donna araba invasa nel suo grembo, divisa dal suo sangue, privata della sua identità?
Cosa è più grave, morire o vivere senza libertà?

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