Beata ignoranza (in un Bar di Bari più o meno conosciuto)

A – me ne vado in pensione….
B (scherzando) – anche tu a rubare la pensione dello stato
A – eeeehhh tu ancora devi iniziare a lavorare…
B – Non dirmi che tu sei uno dei tanti piccoli ebeti che crede che il lavoro manuale sia da valorizzare più di quello intellettuale?
A – No, anzi…ci son troppo pochi intellettuali
B – Infatti, però se io faccio un lavoro intellettuale (e tu lo sai) mi offendi dicendo che io devo ancora iniziare…
A – ma perciè tu c cos fasc??? n’intellettual si tu? tu si iun ca bev la birr dalla mattin alla ser….(più offese varie)
B – (che beve si e no due-tre birre al mese e niente più) – ma come ti permetti? mi conosci così bene scusa?
A – No…ma s’ ved….non ci sta bisogno che me lo dici…
B – Capisco che quando si ha a che fare con gente ignorante e si trova uno con un po’ di cultura si entra in crisi e non sapendo controbattere si arriva ad offendere.
A – (imprecazioni cafonesche varie ed eventuali)…
B – …….

Potrei anche dirvi che B sono io, ma non vi dico chi è A, altrimenti – poverino – potrebbe perdere gente che va a comprare le peroni, perché in effetti solo il venditore di birre (con tutto il rispetto) può fare e non altro.

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Tristezze umane

Forse sono io che non ci arrivo….ma vorrei narrarvi un aneddoto sulle contraddizioni e sull’ignoranza umana, ma soprattutto su come si rivolta la frittata quando non si hanno armi per controbattere.
Quando ancora non ero su facebook perché, lo ammetto, vedevo con occhio guasto i social (aggiungo che reputo tuttora twitter migliore) buona parte della gente (amici, conoscenti, etc.) mi dicevano “Giuseppe, non vivere di questi falsi luoghi comuni, il problema non è facebook ma l’uso che se ne fa”. Io non ero d’accordo ma rispettavo questo punto di vista. Senza fare l’elogio dell’uso che ne faccio io (onde evitare accuse di arroganza, snobismo, etc.) credo però di non farne un uso idiota. Ecco la contraddizione, ora che io ne faccio un uso serio (come mi consigliavano i più) che succede? Mi si risponde: “Giuseppe, ma io su facebook non parlo di cose serie, e blablabla…”.
A mio avviso c’è qualcosa che non va in questo. E’ una contraddizione dettata da cosa? Provo profonda pena per gli esseri umani. Quando non si han armi per controbattere si è in grado di uccidere la propria madre.

Piccola serenata notturna

Nei pressi di casa mia, quartiere madonnella di Bari quasi a ridosso della ferrovia, vi è un canide che ogni stracazzo di notte abbaia continuamente dalle 2:06 alle 6:09….bè, dopo svariate telefonate agli inconcludenti vigili urbani (avvisandoli del tutto, poteva trattarsi di un povero cane legato o chiuso fuori il balcone da qualche minus habens) stamattina – verso le 5:30 – mi son accertato personalmente dell’identità del suddetto. Sono uscito, Ho dovuto seguire l’abbaio…ho circumnavigato la ferrovia, sono arrivato all’extramurale e ho scoperto che trattasi di randagio che bazzica i binari in preda a crisi mistica o mania suicida. L’ho guardato. Lui mi ha guardato. Si è visto scoperto. Il mio silenzio significava “bello mio…che io 3 fottute ore dormo”…..non ha più abbaiato. E qualcuno si ostina a negare che gli animali son migliori degli uomini. Vabbè.

Cultura armata contro le false credenze

L’essere umano è nato imperfetto e ha bisogno costantemente di cercare alibi altrove per non ammettere le proprie responsabilità. Noi italiani siamo più sfortunati di altri, perché qui c’è il vaticano e la morale cattolica (che peraltro ha distrutto il reale messaggio evangelico di Cristo) permea la società come un magma malefico, agisce subdolamente anche in coloro che si definiscono non credenti. E’ il moralismo da quattro soldi di certa Chiesa che ci ha fatto crescere e andare avanti convinti della più grande menzogna, quella che l’essere umano è perfetto in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio. Nulla di più falso. Ci hanno preso per i fondelli, e non parlo solo dei politici, con parole quali democrazia, non tenendo conto che in realtà la democrazia è utopia in quanto l’essere umano non è maturo e mai lo sarà per essa. Anche nell’antica Grecia, quella che viene definita la prima forma di democrazia ossia l’Atene di Pericle, altro non era che un’oligarchia mascherata, in quanto non vi era suffragio, le donne non votavano, vi eran ancora gli schiavi. Dunque altro luogo comune da sfatare. Se un cittadino ha 10 il suo simile non si accontenterà di avere 10 ma vorrà 11 e un terzo 12 e via dicendo. Ecco perché avevo salutato con favore il socialismo di Chavez in Venezuela, perché se non altro sembrava avesse preso atto che una democrazia come la vorremmo intendere noi occidentali è antropologicamente e sociologicamente inattuabile. Il problema italiano è il popolo, la sua forma mentis, il suo modus operandi, un popolo da sempre colluso, un popolo da sempre attratto dal delinquere. Con un popolo così come si può pretendere una classe politica onesta, quando quest’ultima è specchio del popolo stesso? Quando ci fu il fascismo Benedetto Croce disse che era una parentesi necessaria ma poi disse anche che solo la cultura poteva abbattere un regime. In Italia non si è ancora capito che la cultura dovrebbe avere un ruolo essenziale, dovremmo armarci metaforicamente di cultura per indebolire la civiltà dell’arrivismo, del capitalismo, dell’egoismo individualistico esasperato ed esasperante. Forse – allo stato attuale – un’altra dittatura passeggera (un’altra “crociana” parentesi necessaria) chissà se non risolverebbe l’impasse attuale, lo snervamento dei principi, la morte degli ideali, il guicciardiniano “particulare” che distrugge una visione ampia, socialmente altruistica della vita. Pochi sanno che quando Gramsci era in carcere, Mussolini e Stalin fecero un patto…altra verità storica che la vulgata comune ignora. Perché scrivo ciò? Lo scrivo per farvi capire come tutto quanto suddetto è frutto di bombardamenti falsificati della storia, di false credenze che ci hanno impregnato come spugne. E chiudo proprio con una citazione di Antonio Gramsci: “Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri (…) Cosicché essere colto, essere filosofo lo può chiunque voglia.”