Bevendo birra slovena extraforte da quattro soldi
in lattina, quelle lattine dorate….
fumando pallidamente parole ammalianti
cerco un attimo
uno solo
che renda lieto il momento cruciale
certo, potrei uscire, fare quattro passi
a destra verso l’Irlanda di un pub
a sinistra verso il vento marino all’angolo di un bar
però me ne sto qui
a meno che…
a meno che…qualcuno non desti un poro del mio corpo
me ne sto qui con l’ultimo meritevole wuming
a sciorinar pellicole, citazioni, orgasmi orali, sorrisi amari,
gotici crepuscoli son andati, i limoni son maturi
piange il gatto dietro la grata, trascina il cinese il mobile dannato
lavora in nero
lavora in nero il giallo
mi disturba con i rumori,
soli, soli nel tumulto aziendale
che è il quotidiano assillo d’apparire
che per fortuna non mi tocca
non mi stupra,
mi stupra solo il sangue,
il liquido di un “ti amo”
sgattaiolato dalla bocca senza pensare,
mentre la mia casa urla d’incensi
di carta scritta e disegni andati
o mio dio, ma quando ti farai vivo?
quando un segno, un colpo, uno sputo,
di presenza spuria…di voyeurismo…
di epidemia d’amore.

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