corsie d’ospedale, soccorsi pronti 
al pronto soccorso…aborti espliciti
feti rifiutati, amati, respinti,
già avvelenati dal sudore all’Hashish dei padri…
dalle birre ingurgitate dalle mollusche madri,
ecco, si gioca col morto, col nato
col nato portatore di morte
asfissiato grumo di carne pulsante,
mentre rughe sciolte che mietono ansia,
respirano con l’ossigeno al miele,
gli ultimi attimi, gli ultimi battiti
del cuore.
una cicatrice pompa sangue sfidando i punti,
una flebo inietta linfa nella vena ribelle,
una barella inghiotte la carne molle,
uno sguardo, un sorriso…sfugge,
alla bionda impaurita, mentre l’uomo le dà dell’idiota.
si muovono furtivi quegli sguardi
quelle urgenze
quelle pressioni di tempie urlanti
Ecco, andate via, gregge supremo,
via a casa, a curare la vita,
a nutrire il minuto…
a imboccare un solo istante
di immeritato stupore.

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