Ecco, l’ho detto…
dopo anni un dèmone ha trovato voce.
la voce lieve del vero che ottunde la menzogna.
la voce sacra dell’assenza della vita,
sentirsi uguali, sentirsi soli,
rifiutati, non compresi, solo tristi…
con i nodi alla gola che sono più spessi…
di quelli scorsoi dei marinai.
su questo mare, in questi bigi corridoi,
dove si addenta la solitudine del sapere.
Tu sbocciasti come un fiore fulmineo, etereo,
assassinato dalla natura, implicita amante,
che richiede del tempo, tempo solenne,
per prostituire la felicità con un bacio ancora…
ancora mai dato.
ancora due salive lottano sul ciglio della novità…
come bianche spine, calde spire,
di un tempo che non è più.

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