dal “Corriere delle Puglie” (14/1/2014)

“Io so” diceva Pasolini. Qui invece nessuno sa. Il sindaco non sa, il Comune non sa, la Provincia non sa. Eppure un fatto è certo, Villa Roth stamattina è stata sgombrata da forze dell’ordine in tenuta antisommossa, neanche fossimo di fronte a un neo-Vietnam in versione bignami.

La struttura, di proprietà della Provincia, era diventato luogo per menti libere, organizzazione di eventi culturali, concerti, etc.

Siamo in vicinanza della campagna elettorale per il neo-sindaco di Bari. Le opzioni che al cittadino medio si son affacciate alla mente sono molteplici. Mossa di qualche neo-candidato di sinistra per catturare l’attenzione e i voti di certa pseudo-borghesia progressista con la puzza sotto il naso?

Oppure mossa di destra, dunque della stessa provincia nella persona del suo presidente?

Qui tutti se ne lavano le mani, eppure un fatto è certo. Un luogo simbolo di libertà di pensiero, di opposizione alla schiavitù sociale e intellettuale è stato sgombrato, materialmente prima e spiritualmente poi.

“Noi non sappiamo” dicono I capoccioni. “Noi sappiamo ancor meno” potrebbero chiosare i cittadini.

In un momento storico in cui qualche ministro sostiene che con la cultura non si mangia, ritrovi una piccola oasi di opposizione allo stato delle cose esasperante ed esasperato che viene smantellata malamente.

Questo è un fatto. Il fatto che vede, ancora una volta, i poteri forti scatenarsi contro l’inerme forza spirituale dei singoli che fanno massa, che fanno il popolo, che fanno libertà.

Oggi, per l’ennesima volta, è la libertà che perde, che viene stuprata nell’intimo.

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