A.Camilleri…

“Il paese vive una situazione grave. La risposta sono le larghe intese? Io guardo i 700000 posti di lavoro persi, denunziati non dalla Fiom ma addirittura dalla Confindustria. 700000 posti di lavoro persi in poco tempo, e non è che le immediate prospettiva facciano sperare che si recuperino in due o tre anni. In Italia c’è una guerra in atto. Che cosa succede quando avviene una guerra? Spariscono due o tre generazioni, spariscono perché sono morti, rimangono lì sul campo, giovani, belli, di 22,23,24,25 anni, schiattano tutti messi in fila e non hai problemi. Da noi è lo stesso. Noi ci troviamo con 2,3,4 generazioni alle quali abbiamo levato praticamente ogni speranza di sopravvivenza. Solo che sono vivi”.

Andrea Camilleri

Doppelgänger onirico…

“Doppelgänger onirico
spezza il cuore, stupra l’io
nel sogno poi…
strangoli malamente il padre
percorri un ponte per un treno al volo.
Che perdi.
Lanci coltelli che rimbalzano,
ne scansi un altro, poi…
fuggi per paura.
E’ ancora lì, nell’aorta sensibile,
quel profumo sadico
quel sapore indicibile”.

La mia Euridice…

“La mia Euridice ha le gote sporche
mani ferme di pietra lavica…
io mi giro, medusea matrice arcaica,
verso il buio tondo avvinghiante,
amo la pietra del suo viso,
il tassello del suo sorriso”.

Quanto mare…

“Quanto mare abbiamo visto…
dalla pietra dove camminavo,
quanto mare indecente che fa paura,
vedere e non toccare…
vedo il mare, non mi bagno
quanto mare da fermo…
quanta acqua dal marmo”.

Chiusura di Villa Roth: ennesima vergogna sociale

dal “Corriere delle Puglie” (14/1/2014)

“Io so” diceva Pasolini. Qui invece nessuno sa. Il sindaco non sa, il Comune non sa, la Provincia non sa. Eppure un fatto è certo, Villa Roth stamattina è stata sgombrata da forze dell’ordine in tenuta antisommossa, neanche fossimo di fronte a un neo-Vietnam in versione bignami.

La struttura, di proprietà della Provincia, era diventato luogo per menti libere, organizzazione di eventi culturali, concerti, etc.

Siamo in vicinanza della campagna elettorale per il neo-sindaco di Bari. Le opzioni che al cittadino medio si son affacciate alla mente sono molteplici. Mossa di qualche neo-candidato di sinistra per catturare l’attenzione e i voti di certa pseudo-borghesia progressista con la puzza sotto il naso?

Oppure mossa di destra, dunque della stessa provincia nella persona del suo presidente?

Qui tutti se ne lavano le mani, eppure un fatto è certo. Un luogo simbolo di libertà di pensiero, di opposizione alla schiavitù sociale e intellettuale è stato sgombrato, materialmente prima e spiritualmente poi.

“Noi non sappiamo” dicono I capoccioni. “Noi sappiamo ancor meno” potrebbero chiosare i cittadini.

In un momento storico in cui qualche ministro sostiene che con la cultura non si mangia, ritrovi una piccola oasi di opposizione allo stato delle cose esasperante ed esasperato che viene smantellata malamente.

Questo è un fatto. Il fatto che vede, ancora una volta, i poteri forti scatenarsi contro l’inerme forza spirituale dei singoli che fanno massa, che fanno il popolo, che fanno libertà.

Oggi, per l’ennesima volta, è la libertà che perde, che viene stuprata nell’intimo.