Forse alle 3:35 dovrei anche far riposare le palpebre morbide, le pupille fluide…ma dentro me dico che la paura di sognare è così lacerante che annulla il pensiero stesso d’addormentarsi. Preferisco far addormentare e dar formicolio agli arti superiori mentre reggo un volume pesante, senza pensare che qualche notte fa mi son scavato una caviglia e il pollice ed è colato sangue senza seme sacro. Fumare l’ennesima sigaretta è un dogma di spuria consistenza ma di tenace graffio vocalico, le spire di fumo sono i fantasmi del passato che si dissolvono alla vista ma impregnano i muri, la carta, la seta…come nei sogni del giullare maledetto che danza perennemente sulla cima di una dinoccolata torre, quella con le feritoie strette come ferite, buie come i capelli di una madre santa. Se questo mio viaggiare sia o meno degno d’esser provato sta all’elfo dell’avvenire giudicarlo, io vedo solo che le strade della mia città si impoveriscono sempre più e rendono il cammino verso casa un tassello scuro del puzzle vitale, sta andando in fiamme questa città di cemento del Sud, quest’asfalto stuprato da gomme sciolte, queste risate idiote che violentano l’udito come il trapano penetra la vagina murale. Comunque, al di là di tutto, buonanotte, e che il tempo sia lento, solitario, magicamente imperfetto.

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