Questa notte, dopo una calda giornata che ha riportato beffardamente il caldo a dire la sua, spira un fresco vento. Ora. Tante volte, mi capita di pensare, mi si dice di essere pessimista, scuro, poco propositivo. Poi mi guardo attorno e mi chiedo come si può – in questo mondo brutalizzato – essere tali? Allora penso che ciò che viene scambiato per pessimismo altro non è che realismo (ne sa qualcosa il buon Giacomino Leopardi e la sua gobba).

Credo che la cosiddetta “leggerezza” tenda, in molti casi, a sfociare nella superficialità. Ben venga la prima, rifiutiamo la seconda. Ma al genere umano non conviene distinguere le due cose.

Meglio costruirsi la propria campana di cristallo, badare al proprio orticello (anche quando l’erba del vicino è più verde della nostra), meglio cucirsi le palpebre con i fili e gli aghi dell’indifferenza.

Va bene, era un prologo. Ora vi racconto una storia.

C’era una volta un uomo che, in una mattina calda di Luglio, si svegliò come al solito e si accorse di una cosa molto strana, il suo piede destro aveva un dito in più. Non si capacitava di ciò, anche se l’accettazione è stata repentina e mai l’uomo ha pensato di star sognando. Iniziò a fissare il suo piede ma, più che il piede, quel dito in più accanto al mignolo, non era spaventato, anzi rideva, cercava di capire come – durante la notte – fosse stata possibile la crescita di un dito nuovo, minuscolo, accanto alle restanti cinque dita.

Fu un cambiamento, le sue scarpe eran destinate a esser diverse ora, quel dito in più comportava una scarpa più confortevole per quel piede. Non era un problema. Lui non si lamentò mai di ciò, ne tantomeno questo gli creò imbarazzi di varia natura.

Morale della storia: molte volte siamo impauriti, ossessionati, resi nevrotici dai cambiamenti. Non ci rendiamo conto che, in alcuni casi, modificare quello che è il nostro monotono modo di vivere (cosa che terrorizza) può diventare – al contrario – un sentirsi meglio con se stessi. Il cambiamento – indotto o meno da noi – può essere un vantaggio e non il suo contrario.

L’uomo si innamorò di una donna bellissima che nessuno voleva, perché aveva sei dita alla mano sinistra. Si amarono per sempre e, dopo qualche tempo, le dita in più scomparvero sia dalla mano di lei che dal piede di lui.

Cambiare fa paura ma non farlo è rinunciare a una possibile felicità eterna.

Ritorno dal mio vento e dalla mia luna, penso che vorrebbero far l’amore tra loro ma non possono. Penso che questa notte sognerò occhi azzurri e verdi, pelli chiare e capelli bagnati dal sole liquido di un’estate che ancora s’aggrappa all’autunno come bimba alla gonna di sua madre.

Buonanotte stranieri.

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