Fumai davvero parecchio quella dannata sera di settembre del 2004 al punto che a un angolo di strada mi fermai come un cane e pisciai sulla saracinesca abbassata di un emporio di fiori puzzolenti rancidi che attirarono le narici di una macchina di sbirri che mi chiesero abita lontano lei o crede di essere un cane senza padrone un randagio di me stesso dissi che abitavo a due passi ed ero vagamente sbronzo e fumato ma non c’era problema ero padrone di me ma non di me reale di me immaginario tanto è vero che tempo pochi minuti mi ritrovai dalla parte opposta della città passeggiando in piena notte senza avere minima nozione del tempo e dello spazio che fu improvvisamente occupato da un’altra pattuglia questa volta di carabine umane che gentilmente mi chiesero se non fossi l’incarnazione di un peripatetico sotto acido e che ancor più calorosamente mi diedero un passaggio a casa dove pensai alla serata e mi dissi che mai era successa simil cosa in precedenza pur con dosi maggiori di roba in corpo ma quel corpo di infilare la chiave nella serratura non era in grado cosicché scesi ancora rampe di scale che componevano cinque piani ma a me sembrarono quindici e in più ogni gradino era costellato da simil stelline antropomorfe e tutto appiattiva e si ergeva a scompartimenti caleidoscopici del divenire esausto che si scontrò col plexiglass del portone il quale si aprì come sesamo con alì babà e vide il mio corpo ancora per strada alle quattro e cinquantasette di quella notte settembrina senza fiele e senza miele irta sulla collina della solitudine che si fece miele per api quando fui avvicinato da due ceffi poco raccomandabili che ahiloro cercavan spiccioli ma io dissi guardate belli miei me li son fumati e bevuti altrimenti ora sarei a casa a letto e non per strada dopo due incontri con forze dell’ordine di diversa razza come di razza strana sono io neo cinico cane che piscia per strada neanche fossi filosofo moderno diogene antialessandrino il quale i ceffi non sapevano chi fosse e mi guardarono come a dire questo è più malmesso di noi andiam via prima che polizia e carramba ritornino a controllar se costui dorme e nel contempo arrestan noi che marci lo siam davvero perché piastrellati in faccia di lombrosiane consonanze con il malaffare che io effettivamente non conoscevo realmente se non per sentito dire ma affetto comunque non potevo negarlo da malessere che mi riduceva a strofinaccio per lampade umano che sfugge a macchine con sirene ma anche a se stesso.

Giuseppe Ceddia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...